
A tutti i ragazzi
che son partiti
con lo zaino in spalla nella nebbia d’un mattino d’aprile
vorrei fare il monumento
a tutti i ragazzi che hanno pianto
con lo zaino in spalla gli occhi bassi sulla tristezza
vorrei fare il monumento
non di marmo, nè di cemento, nè di bronzo
non di marmo, nè di cemento, nè di bronzo
che si fa verde sotto il morso acuto del tempo
un monumento del loro dolore
un monumento del loro terrore e del loro stupore
ecco il mondo profumato,
ecco il mondo profumato,
pieno di risa pieno di uccelli blu,
di colpo cancellato da uno sparo
un mondo nuovo dove sotto un corpo
che cade s’apre una macchia di sangue.
Ma a tutti quelli che son rimasti coi piedi al caldo
Ma a tutti quelli che son rimasti coi piedi al caldo
nei loro uffici a calcolare i profitti della guerra
che hanno voluto
a tutti i grossi,
tutti i cornuti che trascinano la pancia nella via e contano,
contano quei soldi.
A tutti quelli
A tutti quelli
innalzerei il monumento
adatto a loro con la spranga,
con la folgore,
coi calci,
coi pugni
con le parole che incolleranno alle loro rughe
ai loro doppi menti
marchio di vergogna e di fango.
***
"Mentre molti frequentavano l'università,
acuni si suicidavano in garage,
lasciando come ultime volontà,
i versi di Vian!"
Luci della Centrale Elettrica
1 commento:
beh... ormai è loop globale, se leggi da me te ne fai un'idea.
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