
Come un click nella mia testa
cambia le opinioni
fa smettere le paure
mi toglie un peso
mi lascia libera (anche di respirare)
così, quando mi giro dalla parte tua, ti vedo meglio
e sento distinto il tuo odore che non è più di garage
di vasche di pietra
di cancelleria tedesca
di aceto
ma è qualcosa di più comune, di più rassicurante
ancora mezzo diroccato, ma quasi familiare.
Così, qando ti abbraccio mi viene di farlo come se si trattasse di una cosa mia e non più
di una cosa in prestito
(all'esame facevano sempre la domanda sul regime della res nullius rispetto a quella alterius)
e mi sento più motivata a prendermene cura
e smetto la rabbia che sempre mi scava dentro come una goccia
venuta da chissà dove
(seppure anche) a tenermi viva, a dirmi che sono,
a farmi pulsare
in un modo che certe volte mi stanco
e vorrei dormire come un'ignorante
per non sentirla più.
Elisa mi ha insegnato che la pietà ci aiuta a vivere certe situazioni e ci lascia immuni davanti alla ferocia delle cose/persone.
Ma pure, e su di me, ho imparato che la pietà anche pesa
di un peso
dal quale ho deciso di emanciparmi e di abbandonare temporaneamente in un angolo del percorso
perchè è estate e fa caldo e mi sono stufata.
***
Certe volte una parola è come un click nella mia testa:
cambia le priorità, cancella i visi e gli affetti che credevo profondi, mi cambia gli occhi della sensibilità oppure ne chiude le luci, mi porta lontano, mi allontana, mi nega, mi costringe a voltare le pagine, a chiudere i capitoli.
E queste cose non mi spaventano mai, come non mi ha mai spaventata la morte nè mia nè degli altri, così come mai mi spaventano i no, gli imprevisti, l'obbligo di cambiare direzione.
Sempre, dopo le catastrofi, mi sento l'entusiasmo di rinascere e mi riempie di gioia l'opportunità di reinventare, di ricostruire.
La mia indipendenza certe volte è stata anche la mia solitudine, ma ho capito che a quest'ultima si può sempre porre in rimedio mentre la mancanza di autonomia si, quella è una rogna diversa...
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