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domenica 28 dicembre 2008

FINALLY



1.

Bisognava solo aspettare.

Ogni giorno mi sono consumata un poco.

Non potevo sopprtare che gli sfiorassero nemmeno un millimetro quadro del corpo che è

anche un po' il mio.

Ci siamo svegliati all'alba di giorni e giorni senza dormire

per parcheggiare in autosilos deserti e camminare nel gelo della mattina ancora settimina.

Per non guardarlo in cuffietta verde, ho letto come un'ossessa.

Dava a tutti del lei mentre a lui toglievano i diritti civili.

La sua dolcezza mi fa male più di qualsisi cattiva notizia

che poi non è arrivata.

Allora ho abbracciato mia madre sulla porta di casa,

i ciclamini erano stati piantati di fresco, il pungitopo sfolgorava nel pomeriggio e il melograno era nudo.

Insomma, tutto come prima.

Solo che io sono invecchiata di 100 anni.

2.

Poi è toccato a me.

Di colpo è arrivato il futuro ed ho dovuto fare le cose del futuro.

Guidare alle 4 e mezza del mattino.

Da sola.

Viaggiare con molti mezzi.

Da sola.

Fare strade e strade che non conoscevo.

Ma siccome mi ero già immaginata tutto innumerevoli volte prima ancora che il futuro arrivasse, ero pronta, ero pronta a qualsiasi cosa.

Ciondolo con la schiena a pezzi e il taier sempre più logoro e grigio.

Mi fermo a mangiare in un posto deserto.

La sporcizia mi ossessiona alla stregua delle zip e delle fessure tra le mattonelle.

Continuo a leggere nell'attesa.

Aspetto ore ed ore perchè nel futuro scopro che c'è ancora l'attesa.

Vivo, faccio le cose come nel copione.

Mi rendo utile a tanti km di distanza.

Faccio le cose che mi hanno detto di fare e sono una giovane vecchia che recita la sua parte nell'universo.

Verso le sette e mezzo della sera, sono stremata, ho finito tutte le parole, messo una decina di firme, stretto una quarantina di mani, sorriso a comando almeno 15 volte, ho avuto paura abbastanza: sono un'adulta.

Recupero la macchina e fanno 16 euro di parcheggio, sbaglio strada e invece che per Brindisi, continuo per Foggia, me ne dispero ma tanto non mi sente nessuno. Torno a casa e non c'è nessuno. Tra due giorni è Natale e siamo tutti da soli sotto il medesimo tetto. Detesto la mia camera da etto. Mettermi a latto. La notte.

3.

E' l'una e mezza del mattino.

Il locale è semideserto.

E' piccolo. Sospesa nel cielo del soffitto c'è una cornucopia di rami secchi che erutta pigne e altre porcherie unitamente e lampadine e palle di natale.

Ho ordinato un S&C che dopo il kebab non ci sta bene ma ne avevo voglia come l'ultima volta che mi ha stupita. Anche quel giorno, S&C.

Ora siamo seduti dallo stessa lato della panca, di spalle al muro, siamo abbracciati, suona un disco di paolo conte e ho conosciuto tutti i suoi amici.

Siamo stanchi, tutte le preghiere sono state esaudite, io ho dato l'ultimo esame, la lente a contatto è come uno spillo nell'occhio destro.

Perchè mi tocca pure essere bella.

domenica 14 dicembre 2008

UPLOAD



Adoro la banalità degli eventi.


Il Natale che arriva,

il consumo di tavor che aumenta,

le tasse,

le tredicesime (ire del Capo),

il fioretto della cioccolata automaticamente varato senza nemmeno decidere cosa chiedere in cambio,

il menù delle feste,

il terrore della bilancia,

la nostalgia per le amiche lontane,

recuperare amicizie sospese per evitarne la prescrizione,

fatalmente.


Mi rassicura la banalità degli eventi

come i clienti che si fanno lo sconto da soli, i piccoli intrighi della gente con cui dividi la vita, la miseria di certe scoperte davanti alla quale non fai più la faccia stupita ma spallucce e sorrisino. Sono scommesse dall'esito talmente ovvio che si vince pochissimo.


Anche io non sono niente di speciale.

La mia vanità mi fa sussultare per telefonate notturne.

Camminando su strade bianche che conoscono già la suola delle mie stuart weitzman, ma di collezioni più vecchie. Sedendomi in caffè la cui tappezzeria conosco già a memoria. Sussultare per pensieri solo miei che fuori dalla testa sarebbero come sguainate spade.


Non sono niente di speciale.

Col tempo tuttavia ho preso atto della mia umana pericolosità e sto attenta.

Credevo fosse mio dovere di adulta, la prudenza.


Ma a quanto pare, non tutti sono dello stesso avviso.

sabato 22 novembre 2008

BUONE NOTIZIE



Oggi ho appreso di non avere la cellulite.


Katia ha azionato il letto graticola, ha messo le luci su "verde oblio", ha acceso almeno 80 candele e ha messo dei cosi a squagliare in apposite acquasantiere. Mi sono spogliata completamente e lei mi ha allungato un paio di mutande di carta cioè un riassunto di mutande, di carta.


Ha lavorato in silenzio per 50 minuti mentre la musica di sottofondo mi faceva pensare al film Rosmary's Baby.


Poi abbiamo parlato mentre io eseguivo la imposta bevuta di una tisana bollente come l'inferno e mi ha detto, non hai la cellulite.


Questa è una gran bella notizia.


Dacchè, nella vita, non ci mettono niente a dirti che sei intelligente, poco portata per la matematica, simpatica, con poca attitudine al lavoro di gruppo ecc. ma nessuno mai che si prenda la briga di dirti sarebbe ora che ti sbianchi i denti, è meglio che ti fai un peeling, il tuo punto forte sono le caviglie, hai/non hai la cellulite.


So di avere un problema in meno.


In tempi come questi, non è poco.


Tuttavia, Katia, che ha studiato da ayurveda, ha anche aggiunto, smettila di provare rabbia, il tuo corpo non ti sopporta più.


Vorrei vedere lei, se non lavorasse in un posto talmente ben parquettato e pulito. Vorrei vedere lei, privata di unguenti e musica soffusa....

giovedì 2 ottobre 2008

COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE

Nelle mie ultime insonni notti a contare più che le pecore, i marroni che combino al lavoro, ho seguito gli insegnamenti del mio grande maestro di vita (che non è Diego della Palma) e mi sono messa a fare la lista di cose che mi piacciono moltissimo e che sempre, sempre, farò nella mia vita tipo leggere.

Ultimamente sto leggendo Bennet.
Bennet è uno che scopri così, per caso se per caso sei in Feltrinelli e non hai molto da spendere ma purtuttavia disdegni case editrici tipo boh, allora pensi un adelphi è sempre un adelphi.
Quindi Bennet.

E' uno che non ti delude mai ed è anche l'autore più volte dimenticato in aereo da mio padre (benedetto ragazzo e benedetti tascabili).

La sovrana Lettrice non è un tascabile ma sempre un Adelphi.

E' divertente e leggero, mette di buon umore e lo consiglio moltissimo se per caso è un periodo che non riuscite a dormire a causa della vostra coscienza professionale sconvolta, alterata ed umiliata dagli eventi (che forse vi avrebbero voluto bibliotecaria di qualche lercio archivio statale, professoressa di geografia alle magistrali, hostess della fiera del Levante, ecc.).

Se questo blog fosse una specie di lastfm dei libri direi che se avrete gradito Bennet potrete successivamente darci dentro con Sedaris e con Augustine Burroghs. Alcuni dei miei diletti, dilettissimi autori (che siano tutti ghei è solo una strana coincidenza. Comunque adoro i ghei soprattutto quelli che non fanno outing e sono tutti problematici e sull'orlo del pianto aqualsiasi ora).



Un'altra mia dilettissima autrice è Ciabatti Teresa che è anche mia coetanea. Tre anni fa la suddetta ha esordito in enaudi stile libero (mica cazzi) con il Romanzo Adelmo Torna da me. Questo romanzo a me è piaciuto moltissimo. Quindi l'ho passato a mia madre, a mia sorella, a Maria e a chiunque abbia un minimo di passione per la lettura.

E' un romanzo bellissimo e a sua volta duro sprezzante e ironico. Pure commovente e in ogni caso rivelatore della grande sensibilità e talento di questa Teresa Ciabatti che a dirla tutta, essendo una figlia della (da me deprecata) scuola Holden, non partiva tanto bene, ai miei occhi.

Invece è piaciuto a tutti i miei conoscenti amici e parenti.


Una volta allora le ho scritto e lei mi ha risposto perchè in Italia è così. In italia puoi contattare chiunque specialmente gli scrittori giovani che non avendo un vero e propio lavoro (secondo la mentalità comune) non fanno un cazzo tutto il giorno, forse se sono fortunati scrivono i quiz per jerry scotti.

Le ho detto senti Teresa, il tuo romanzo è fichissimo, abbiamo apprezzato in tanti. Lei invece era molto abbattuta perchè ai festini degli scrittori emergenti o forse degli ex allievi della scuola holden la trattavano tutti molto male. Immagino che ciò sia dovuto al fatto che teresa ciabatti per essere una scrittrice emergente, non è affatto nè una cozza, nè una psicopatica, nè una lesbica e nemmeno una fidanzata di qualcuno. Aggiungeteci anche che ha un vero buon gusto in materia di scarpe e borsette e avrete l'esatto e preciso quadro di scrittrice emergente che sta sul cazzo a tutti gli altri scrittori emergenti. E' un mondo molto brutto secondo me questo qui, al pari del tribunale, dell'ospedale, dell'auchan.

Che era tutta invidia è venuto fuori poi quando con il bistrattato romanzo Adelmo Torna da Me, il fratello di Virzì ci ha fatto un film (meno male che era un flop) e poi la "non brava" Teresa Ciabatti ha scritto le sceneggiature di film che sono molto piaciuti ai teen ager ovvero i film tratti dai romanzi di Moccia. A me Moccia mi fa cagare e lo odio ma teresa Ciabatti non doveva proprio essere un'asina se l'hanno chiamata a fare le sceneggiature.

Dico ste cose così, senza sapere nè leggere nè scrivere (come si sul dire).

Poi l'altro giorno che ero dal parrucchiere a farmi il ritocco frontale alle sette del mattino dacchè non avrei altro tempo per evitare la ricrescita, mi sono messa a leggere un sudicio numero della rivista Grazia e c'era l'intervista a Teresa Ciabatti in cui annunciava il suo nuovo romanzo I giorni felici. Questa è stata l'unica buona notizia della settimana.




L'unica cosa che mi dispiace molto è che in questo articolo Teresa dice del suo primo romanzo che è stato un disastro e che ora spera di recuperare. Secondo me le hanno fatto il lavaggio del cervello. Mi spiace molto.
Ora lei esce con Mondadori, spero le porti bene come ha portato bene ad Ammaniti.

Lo so, potrei sembrare leggermente fanatica, ma non me ne frega niente. Ho appena scoperto che non sono l'unica grupie di scrittori emergenti anzi ci hanno anche scritto un romanzo a proposito che si chaiama Vampirella. Non faccio niente di quello che viene narrato in questo romanzo perchè sono sempre stata una ragazza prudente e poi perchè una delle mie prime scrittrici preferite è stata Isabella Santacroce che uno lo capisce subito che è meglio essere prudenti.

***

nei giorni passati ho anche letto La guerra dei cafoni di D'Amicis e Paura della Matematica di Cameron. Inoltre, saltuariamente, quando frequento il bagno dei miei genitori mi intrattengo nella lettura frammentaria di Cotezee "Vergogna" che non so chi di loro sta leggendo con altrettanta frammentarietà. Ciò ha determinato un preoccupante accumulo ed arretrati nella lettura delle mie riviste giuridiche di cui tuttavia, me ne sbatto.














mercoledì 17 settembre 2008

SANDRO PENNA

IN OCCASIONE DELL'AUTUNNO

Il vento ti ha lasciata un'eco chiara, nei sensi, delle cose ch'ài vedute - confuse - il giorno. All'apparir del sonno difenderti non'sai: un crisantemo, un lago tremulo e una esigua fila d'alberi gialloverdi sotto il sole.

In questi giorni penso spesso a Sandro Penna e alle sue piccole succulenti poesie da quattro righe che pure mi bastano e riempiono, tipo l'effetto che fa l'uva.

Cerco di distrarmi di meno, mentre lavoro, ma non è sempre facile perchè le ombre della sera diventano lunghe velocemente e il cielo, la luce, tutto mi invita a disertare la scrivania per mettermi alla finestra a guardare.

Sempre affacciato ad una finestra io sono,io della vita tanto innamorato.Unir parole ad uomini fu il donobreve e discreto che il cielo mi ha dato

Quest'anno non abitiamo più al quarto piano e quindi lo scenario cambia.

Ma pure, le stagioni le puoi ammirare sulle braccia e attraverso le ombre sotto gli occhi della gente che passa per la strada dove lavoro io. Mi spiace solo che da qui, non si veda il mare (ma le pietre del muro nel seminterrato profumano comunque di alghe e sono sicura che a leccarle, sono salate).

In autunno, facciamo le cose dell'autunno tipo andare sempre al cinema o giocare a carte. In autunno, ti metti le scarpe dell'autunno e i foulard. Hai la tosse dell'autunno e non si capisce bene che gelato prendere il pomeriggio per merenda. Potendo scegliere.

Novità dell'autunno sono che fabrizio non lavora più all'agip vicino casa mia quindi grave danno per la Geografia dello Splendore Umano di cui fabrizio era presidente onorario. Certe volte me lo immagino che fa il cameriere che ne so, a Monaco, a Norimberga, con quel suo sguardo doloroso e bambino, con quel suo sguardo un po' infingardo e attento solo all'ora in cui si finisce di lavorare. Il più bel benzinaio della storia dell'agip secondo me. Che perdita incolmabile. Secondo me ora fa il cameriere. Spero per lui che venga notato da qualche fotografo di vanityfair. Coem anche il ragazzo che fa i supplì in via...ma questa è un'altra storia....

(Colonna sonora di questo post è Kelly watchs the stars, degli Air)

mercoledì 10 settembre 2008

CRONICHE

La novità di oggi, oltre che sono abbastanza sana, è che ho cambiato la crema giorno dopo veramente tre anni di fedeltà alla mia diletta shiseido da mattina, protezione 15.

Già mentre ero a londra difatti, un pomeriggio, guardandomi allo specchio impietoso del cesso bunker della mia stanza, mi rendevo conto della eccessiva lucidità del mio abbronzato viso. Tuttavia attribuivo la circostanza al cibo inglese che già stava facendo un sacco di altri danni e allora.

Poi però, le cose non cambiavano così mi spazientivo e quindi.

La ulteriore novità è che non andrò mai più alla Profumeria di mia madre visto che la signora addetta alle creme viso ha veramente superato il limte. E va bene non essere proprio diligenti nella pulizia e nella cura dei pori, ma non c'è bisogno che mi guardi con quell'espressione inorridita dandomi della "spugna". Ha detto proprio così, la superficie della tua faccia è come una spugna. Io odio e ribadisco odio spoongibob al pari della pimpa.

Comunque alla fine mi ha sbolognato una clinique tripla azione.

Il programma antilucido è il seguente: sevendays clinique a giorni alterni al mattino (quando non è il giorno alterno deputato, posso continuare con la mousse nettoyante di chanel), la sera un sapone a casaccio e poi il tonico che io mi sono sempre chiesta a che cazzo serve. Serve. Poi l'ovatta esce nera.

Ha adetto proviamo così per una settimana, poi torna a farti vedere (col piffero!).

IERI SONO ANDATA A VEDERE "UN GIORNO PERFETTO" DI OZPETEK

Premetto che siccome ho la depressione da 10 gg, non sono molto obiettiva nei giudizi. Comunque il film è angosciante perchè tutti si fanno male poi c'è la Isabella ferrari che, credetemi, è dolorosa. Le hanno fatto un trucco talmente drammatico che...
Nel film di ozpetek lavorano tutti. I suoi soliti colaboratori a cui forse ha fatto un contratto a tempo indeterminato (ma favino? sta in america). A costo di mettere la sua amica turca a fare uno e dico un solo gelato, lei lavora. poi ci stanno anche un sacco di attori di Un posto al Sole, poi un bambino bellissimo Kevin. C'è Valerio Mastrandrea. Nelle vesti di un ex del tipo che prima o poi capita a tutti noi (come la candidosi).

Il film non so se è bello o brutto.

Dusty dice che le varie storie non sono sviluppate bene. Che il film è incompleto (forse voleva dire superficiale).

Diciamo che è un tipico film a cui il cinema italiano ci ha abituato comunque abbastanza lontano dai fasti di quello per cui Oz è diventato famoso e ancora prima, amato.

Sto cercando di pensare a cose particolari che mi sono rimaste (a parte pensieri porno soft su isabella ferrari): non mi viene niente.

Comunque non è un brutto film.

LA DOMANDA DEL GIORNO

Qualcuno sa se Donna Logan di beautiful, ha poi deciso di sacrificare la sua storia con Eric per scagionare il fratello? Oggi non l'ho ben capito perchè la scena si concludeva con lei che scappa via in lacrime dal salotto di Stephanie. Ma che ha deciso?

lunedì 25 agosto 2008

LONDRA II



ALCUNE CONSIDERAZIONI CIRCA LO SCIOPPING

In via preliminare

La sterlina ha un peso considerevole sul tipo di acquisti che puoi fare a Londra quando ci vai per vacanza.
La cosa vera, tuttavia, è che qui i saldi sono saldi non come a Bari che al massimo mettono il 30% .
I saldi erano quasi finiti.
Quando vado in vacanza non acquisto mai cose voluminose perchè più del piacere dell'acquisto, conosco il tedio del trasporto.

Le cose più impegnative che compro sono le stampe di quanto visto nei musei.
Cose che ho comprato (per me e per gli altri) con un budget di 500 euro:
n. 2 vestiti di pepe jeans collezione estiva

n. 2 bracciali vintage in madre perla nera/bianca con supporto oro giallo
n. 1 spilla vintage con pietre colorate (mi piace da impazzire, l'ho subito vista proiettata su un cappotto max mara molto serio)
n. 2 paia di orecchini punto luce comprati da harrod's al solo scopo di dimostrare all'universo che da questo negozio puoi uscire con meno 5 euro e non 5 milioni di euro come fanno gli arabi. Tuttavia qui ho dovuto lasciare un bellissimo vestito franch connection bianco a balze da mattina che mi stava benissimo.
n. vario di cazzate dal National Museum tipo magneti di oscar wilde, pins di mao tse tung, cancelleria rappresentante materiale da tortura ecc. (Dus mi ha regalato una cartolina con un dipinto di giovanni boldini che adoro)
n. vario di cazzate da crabtree and evelyn che c'è anche a bari ma fare acquisti al convent garden market fa la differenza
n. vario di cazzate e libri dalla tate modern perchè alla fine siamo quello che intimamente siamo (Suz mi ha regalato un meraviglioso libro di foto scattate a frida khalo pieno di colori e di aneddoti e di poesia)

n. 1 pupazzetto per mia sorella che si chiama "Cresci il tuo migliore amico ghei". E' un pupazzetto che se lo metti in acqua cresce e cresce di dimensioni ed è il tuo miglire amico ghei.
n. 1 tazza vintage con donna anni 50 con aria annoiata che dichiara nel fumetto "sono annoiata per cortesia procuratemi della droga".

Basta.

Cose che avrei voluto comprare ma avevo finito i soldi:
un paio di stringate church's nere opache punta tonda pianta larga per andare a lavorare

una borsa miu miu di pelle a striscie orizzontali sulle tonalità del viola

un paio di guanti paul smith color pastello psichedelici
un piccolo montgomery barbour di lana a sfondo verde bottiglia
un rossetto di shu uemura

una borsa bottega veneta di pelle fatta interamente di foglie sottili marroni

un comò bianco in stile art decò
delle confetture da fortune&mason

una giacca di chanel in lana da selfridge

un anello da tiffany (in argento, semplice)

Basta.
Non so come mai i giapponesi sono meno degli arabi nei negozi di lusso.

Non so come mai gli arabi sono ovunque.

Non so come mai sia spaventosamente aumentata la presenza di donne velate in ogni piccolo centro per lo sciopping.
ALCUNE CONSIDEREZIONI SULLA GENTE CHE HO CONOSCIUTO

Non so come mai le giovani ragazze russe benchè ad oggi posseggano capi firmati dalla testa ai piedi e si ritocchino il trucco con forniture chanel, continuano ad avere quell'aria spaurita e quella magrezza post comunista che fa tanto vengo da un posto freddo. Amano devotamente dolce&gabbana di cui posseggono capi probabilmente provenienti dagli anni 80 e preferiscono qualsiasi cosa subisca l'applicazione di strass, borchie e cerniere. Disprezzano le borse in tessuto. Coltivano la perversione delle calze di nylon color carne o bianche finanche sotto calzature in vernice nera. Non si separano mai dai loro corcefissini in oro giallo ricevuti probabilmente ai tempi del battesimo. Non conoscono il taglio dei capelli e continuano a rappresentare, per me, quella categoria di persone che starebbe benissimo con un dente d'oro nell'arcata superiore della bocca.
(in ricordo di Maria)
I giovani russi hanno la fronte bassa dell'est ed un sorriso slavo che è piuttosto un ghigno. Mocassimi scamosciati, monili di devozione, piccoli sintomi della loro inaspettata e neo acquisita ricchezza, souvenir di vacanze studio a Dubai. Profili come lame, rughe attorno agli occhi. Sembrano tutti o quasi usciti da La promessa dell'assassino. A scuola si impegnano il minimo e preferiscono fare esperienze di vita come i club, tornare a casa in taxi, le donne a pagamento meglio se asiatiche perchè di nessuna religione.
(in ricordo di George)

I giovani turchi sono bassi con gli occhi allungati. Alcuni posseggono la doppia cittadinanza (turca/americana) se sono frutto di matrimoni misti tra professionisti. Da loro si diffonde un vago profumo di europa e il grande impegno per entrarci alla fine, per sempre. Tendono le loro braccia brune all'europa. Come uno status, come possedere un rolex, come essere figli di. Non ho conosciuto nermmeno una donna, turca. Solo ragazzi ed in particolare il mio compagno di banco dell'ultima settimama, Orhan. Musulmano, ottavo di 10 figli, educato, bilingue, taciturno, vincitore di borsa di studio. Fanatico del rispetto delle regole, poligamo, maschilista in un modo talmente candido da risultare spiazzante. Mi ha chiesto di fare tante fotografie, adorava la consuetudine occidentale di baciarsi nel commiato. Non faceva altro che commiatarsi con chiunque.
(in ricordo di Orhan e Salim)

Alcune ragazze marocchine non sposate, girano l'europa da sole e sono gentili dolci e amare. Hanno negli occhi l'esperienza dei posti che hanno visto e la loro lingua è impastata di ogni cosa consentita dal corano. Le ragazze marocchine non sposate che girano l'europa, devono in qualche modo aver derogato alle leggi coraniche, ma alcune sono serene e curiose in un modo discreto e misterioso. Vanno ovunque nel mondo a prortare il calore della loro terra generosa.
(in ricordo di Annhan)


E' difficile innamorarsi a Londra considerata la massiva presenza di ricchioni/uomini sposati o comunque padri di qualcosa (bambini, animali da passeggio, un posto in banca). Così il massimo che ho potuto fare è stato innamorarmi per qualche ora del mio maestro di "intensive". Alto e completamente storto, barba di due mesi, bianco come Lazzaro appena uscito dal sepolcro, due occhi da candidato alla cirrosi epatica, perennemente vestito con pantaloni in fustagno marks&spencer + magliette in cotone completamente anonime e incolori. Scarpe, terribili scarpe marroni (sotto il blu) acquistate in india e a suo dire completamente sfondate. Sam era tuttavia brillante e aveva una serie di tic che normalmente mi fanno impazzire, negli uomini maggiorenni. Per esempio, tossicchiare nervosamente e poi fare strani movmenti con il collo. Figlio unico di genitori non sposati, tifoso del totthenam, sarcastico e quasi brutale nelle sue battute inglesi, è il migior personaggio maschile della scuola che ho frequentato. Ovviamente per tutto il tempo mi sono limitata a guardarlo con gli occhi sbarrati, la faccia impassibile e nemmeno il minimo accenno a instaurare un rapporto amicale (in me tuonavano i versi di Rilke e certe volte, terribili volte, di paul eluard nei suoi momenti di più nero sconforto amoroso).


Certe volte mi sento che il cuore è una specie di grumo di carbone consumato.
Una cosa che nessuno vuole toccare non perchè sia di un materiale particolarmente ostile, ma per il rischio di sporcarsi le mani.
Il cuore, dico, in generale.

domenica 3 agosto 2008

THE PUPPINI SISTERS e altre scelte estive



Poichè è estate faccio le cose dell'estate.
Cioè lavoro poco e male e, con enormi sensi di colpa, talvolta non lavoro affatto prendendo decisioni radicali quali andarmene al mare di mercoledì pomeiggio a vedere (e a sbavare dietro a) quelli che hanno una vita normale con ferie pagate e orari di lavoro tanto rigidi quanto rassicuranti.
Le cose dell'estate nel mio caso consistono nell'ascoltare musica nuova e anche vecchia che prima non avevo potuto considerare visto che non ho mai tempo se non in macchina ma in macchina ascolto la radio (capital) perchè mi conforta moltissimo l'intelligenza di certi programmi.
Così di estate ascolto moltissima musica e al momento ad esempio, ascolto le Puppini Sisters che sono un tipo di musica perfetta per mio padre, ma anche come accompagnamento a cene fredde, coctel party in giardino, meno per fare le pulizie.
ho scoperto le Puppini Sisters alla fnac di Milano pentre Marianna si aggiornava su gruppi che non considero tipo non so se avete presente i Daft Punk.
I giorni di Milano per me sono stati difficili perchè avevo appena lanciato l'OPA e tutti i mercati finanziari erano in grossa tribolazione con mio sommo sconcerto e quindi insomma andavo in giro dalle parti di corso torino poi in autobus verso porta ticinese e ritorno, molto vagare per nulla, mezz'ora a bocca aperta davanti all'installazione di Greenway feat Leonardo Da Vinci.
Eravamo alla Fnac e ho ascoltato le Puppini per la prima volta, quindi decisi di non comprare il disco. Comprai invece il disco dei This Mortal Coil. Oggi rivedo la mia posizione e avendone la possibilità, il disco lo scarico dal mulo.
Nei negozi di musica, mi scopro a cantare a squarcia gola come un ignorante con le cuffione che ti permettono di ascoltare i dischi prima di comprarli. Ultimamente il mio senso del pudore si avvicina parecchio a quello di mia nonna quando fu completamente rapita dall'alzahimer.
***
Novità di questo periodo è che abbiamo finalmente fatto il trasloco.
Lo studio è bellissimo e anche il quartiere (per un pelo. Mancavano solo due isolati a finire in un posto che detesto).
Lo studio, dicevo, è bellissimo. Certe volte, siccome non ho tanta voglia di lavorare me ne vado a zonzo per queste strade nuove si fa per dire alla ricerca di punti di riferimento per me vitali ovvero nell'ordine
1. tabaccaio
2. copisteria
3. gelateria
4. farmacia
5. supermercato
C'è tutto. La nostra vicina è una vecchia sdentata che mette centrini ricamati su qualsiasi superficie piana. Se ne sta tutto il tempo dietro la persiana. La trovo inquietante con quei capelli tinti di biondo e la catena con qualche cristo appeso. Mi dice che la figlia fa l'architetto (piacere al cazzo, mi viene da pensare). Non dà fastidio. Larghi sorrisi sdentati e puzza di legumi stufati. Ho sempre desiderato avere una vicina di casa.
***
Tra una sttimana vado a Londra a fare le ferie.
Farò anche il corso di inglese ovviamente perchè sono nata per soffrire.
Non uno normale. Farò il legal english caso mai ci facevamo mancare qualcosa.
A Londra ci vado con Suz. Abbiamo tutto un programma di shopping e musei.
Credo che per me sia un'occasione irripetibile per sputtanarmi lo stipendio in un paio di church's invernali e altri abomini del consumismo acritico.
Voglio solo divertirmi in raltà e darmi al sidro.
Non so come farò a non ingrassare. O meglio lo so.
Dusty mi raggiunge per qualche giorno.
Quando ho prenotato queste vacanze lui non esisteva.
La vita è una cosa stranissima.
***
sto decidendo di diventare di destra.
non perchè ne condivida l'ideologia sottesa qualora ne esistesse una.
non so.
sono nauseata dalla sinistra.
persino da quella radicale o ad oggi extraparlamentare (hanno silurato nichi vendola sono dei pazzi ignoranti).
ho un unico insormontabile problema a diventare di destra ovvero detesto capezzoni più di berlusconi.
ma poi mi dico che nè berlusconi nè capezzoni sono di destra.
essi appartengono piuttosto ad un limbo che più che un limbo è un privè del bilionaire.
non sono mai stata in sardegna.
***
tuttavia, nella vita, ho un nuovo punto di riferimento (dopo l'oroscopo di paolo fox)
ovvero
lo consulto continuamente e mi è tutto più chiaro!
***
mi rendo conto che questo post è parecchio sconclusionato ma sono le due di notte e mentre scrivo ascolto le puppini, guardo la tele, mangio l'uva e penso alle vacche svizzere.
un po' di comprensione mi servirebbe, dacchè è estate....

domenica 27 luglio 2008

WHILE PERONI BUILDING IS BURNING


Entro in tribunale in ciabatte.

Sono di passaggio a dire il vero.

Mi sono ricordata al volo di andare a controllare le notifiche.

Michele mi telefona e mi dice, la Peroni brucia davanti alla mia finestra.

Penso a Michele con il suo vestito di lino color fango che guarda assorto dentro la finestra.

Le caviglie nude un po' scorticate.

La sua montatura degli occhiali chanel identica alla mia ma di colore diverso.

Comunico la cosa al primo cancelliere che si trova a passare.

So che tra un momento lo sapranno tutti e 4 i piani e poi tutta la città.


***


La cosa migliore di andare al mare con Dusty è che lui dorme e in certe situazioni ritorna l'uomo silenzioso che mi piacque e che scelsi perchè era silenzioso.

Penso che per andare al mare con qualcuno l'affiatamento sia necessario.

L'affiatamento in molto casi è fare le cose assieme in quel modo che non ti accorgi che affianco a te c'è qualcun altro.

Al mare mi piace moltissimo leggere e poi ascoltare il nano ma non contemporaneamente.

Poi mi piace anche guardare gli altri microcosmi sul loro asciugamani e immaginarmi le vite possibili un po' sputtanate dai loro minuscoli particolari sintomatici.

Trovo interessanti le vite degli altri solo a questo tipo di distanza.

Al mare non faccio amicizia con nessuno e nemmeno in aereo o quando sono in fila alla posta.

Il mio microcosmo è difeso da migliaia di milioni di strati di affari miei e certe volte, guardando Dusty, sono preoccupata e mi domando se ho fatto bene a dividerne con lui un pezzettino.


***

mi sono sempre domandata se Enrico Rava fosse di qui, della Puglia intendo, perchè non si capisce come mai suona qui almeno 15 volte l'anno.

Enrico Rava è un bravo jazzista per quanto ne capisco io solo che certe volte è un po' autoreferenziale e non suona che per sè.

A me ste cosa delle jazz band mi fa letteralmente incazzare.

Penso che uno o una band, abbia un sacco di tempo per compiacersi di se stessa e anche per farsi grandi seghe di tecnica e bravura. Per esempio quando provano oppure a casa propria oppure quando incidono i dischi (questa è una provocazione?). Ma perchè anche quando li andiamo a sentire noi?

Bisogna essere popolari quando la gente viene a sentirti in una sagra del paese.

Sennò vai al blu note e prenditi un'altra laurea in migliore della tromba.

A noi che ci frega?

Musicisti che non sono così sono nell'ordine (alfabetico) Bollani e Fresu. Io Fresu proprio lo ammiro perchè fa un tipo di jazz quando viene a suonare in piazza che è un invito ad avvicinarsi a questa muica negroamericana senza timori e con l'entusiasmo primitivo per un genere che nasce senza pretese, come uno sfogo (non necessariamente colto e raffinato), come un manifesto, come una conversazione arrangiata in mille modi...


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Teresa Salgueiro è una giovane ragazza del Portogallo. Non si capisce quanti anni abbia perchè se il suo primo disco io l'ho comprato nel 1994, come fa adesso ad apparire talmente giovane?

L'altra sera non suonava con i Madredeus che non si capisce che fine abbano fatto, ma con i Lusitania Ensemble. Il concerto è stato davvero bello e non palloso come molti temevano.

Mi piace di lei che si reinventa e fa nuove esprienze musicali. E' curiosa e molto attenta al pubblico. E' gentile e si sforza di parlare italiano, spiega le sue canzoni pur rimanendo la voce eterea e vagamente mistica che è sempre stata. A un certo punto si è messa a cantare Unforgetable che oltre ad essere un pezzo che mi fa schifo sarebbe anche la canzone del cuore di ridge e brooke in Beautiful e ciò mi ha leggermente disgustata però mica è colpa sua: il disco che propone (La sirena) ha un suo filo rosso che unisce culture e tradizioni e quindi Unforgetable e Caruso, bisogna accettarle.


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una settimana fa sono stata a vedere La giusta distanza, ma ora non ho tempo di parlarne.

Solo, volevo dire, che sono contenta di non essere mai e poi mai andata a vivere a Rovereto.

martedì 22 luglio 2008

AMELIA ROSSELLI



"In preda ad uno shock violentissimo,

nella miseria e vicino al tuo cuore

mandavo profumi d’incenso nelle

tue occhiaie,

Le fosse ardeatine

combinavano credenzee sogni - io ero partita, tu eri tornato -

la morte

era una crescenza di violenze che non si sfogavano

nella tua testa d’inganno.

Le acque limacciose del mio disinganno

erano limate dalla tua gioia e dal mio averti in mano,

vicino e lontano come il turbine delle stelle d’estate.

Il vento di notte partiva e sognava cose grandiose:

io rimavo entro il mio potere e partecipavo al vuoto.

La colonna vertebrale dei tuoi peccati

arringava la folla: il treno si fermava

ed era entro il suo dire che sostava il vero.
Nell’incontro con la favola risiedevano i banditi".

giovedì 19 giugno 2008

FUR ELISE


Per Elisa vuoi vedere che perderai anche me.
Per Elisa non sai più distinguere che giorno è e poi, non è nemmeno bella.
Per Elisa paghi sempre tu e non ti lamenti
per lei ti metti in coda per le spese
e il guaio è che non te ne accorgi.
Con Elisa guardi le vetrine e non ti stanchi
lei ti lascia e ti riprende come e quando vuole lei
riesce solo a farti male.
Vivere vivere vivere non è più vivere,
lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignità.
Fingere fingere fingere non sai più fingere senza di lei,
senza di lei ti manca l'aria.
Senza Elisa, non esci neanche a prendere il giornale c
on me riesci solo a dire due parole
ma noi, un tempo ci amavamo.
(Alice e F. Battiato 1981)
Intanto che su Gazzetta Ufficiale Concorsi venga pubblicato il bando per partecipare alle Selezioni di Miss Italia, mi tocca perder tempo andando a lavorare.
Così guido e faccio delle cose e mentre tutto ciò accade inesorabilmente scandendo il ritmo dei giorni e delle stagioni (al pari dei numeri di vanityfair e delle date di scadenza del bioactimel), ascolto radio capital.
Radio capital da settembre 2007 più o meno, ha un nuovo direttore (per la musica) che non so chi sia ma immagino si metta la brillantina e cravatte anni 80 e non è riuscito proprio a peggiorare le cose.
Leggermente, rispetto al passato.
Tuttavia, siccome ho imparato dalla madre di Andreotti che se non puoi parlar bene di qualcuno, è meglio che stai zitto, mi atterrò a questo orientamento.
Cose belle di radio capital adesso, sono luca bottura che alla mattina fa la rassegna stampa (ma credo che presto lo faranno fuori perchè mi sembra un tantino troppo intelligente), flavia cercato che fa i capitalisti accompagnata da un altro ragazzo che sinceramente conta di meno, poi quei due che al pomeriggio fanno un programma di "canzoni a caso" (molto gay friendly) e poi capital record. Non so mai chi siano precisamente. Ascolto piuttosto le canzoni.
Come non so chi sia quello che accompagna mary cacciola che al pari del "maschio" dei capitalisti, conta di meno della partener femminile. Mary cacciola ha una voce strafica. Fanno un programma un po' noioso che ascolto solo poco prima che parli maria pia fusco, ma mary cacciola è bravissima.
Cose che mi piacciono meno di radio capital adesso sono in primo luogo bagatta che io mi chiedo perchè? perchè bagatta dall 12 alle 13 che è proprio il momento che torniamo a casa dopo merdose mattinate burocratiche? Perchè bagatta che ci racconta dei suoi ginocchi fragili e di incontri suoi a NY city con personaggi di cui non ci frega niente? Bagatta scrive i libri e le rubriche sui giornali vari. Perchè pure su radio capital? E chi è la sgallettata a cui si accompagna nella puntata? ne avevamo bisogno?
In secondo luogo, mi spiace che non facciano più Zona Protetta. Mi chiedo dove sia mancinelli. Di lui, si, ne abbiamo bisogno.
Comunque avevo scritto questo post perchè volevo dire che da quando fanno capital gold mi commuovo assai. Oggi ho infatti ascoltato Luci a S. Siro un attimo prima di salire con le ruote sul marciapiede dove sta il benzinaio, poi nel pomeriggio Per Elisa mentre facevo una consegna a domicilio. Sono cose che ti fanno ricordare come mai ami la tua radio.

mercoledì 18 giugno 2008

ESTATE

C'è un giardino chiaro,
fra mura basse,
di erba secca e di luce,
che cuoce adagio la sua terra.
È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell'erba.
Tocchi i capelli e ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere molti frutti,
dolci,
su un'erba che so,
con un tonfo.
Cosí trasalisci tu pure al sussulto del sangue.
Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d'aria
e il prodigio sei tu.
C'è un sapore uguale nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore con un tonfo,
e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.
(Cesare Pavese)
Sempre più spesso accade
che le persone più spregevoli e pericolose che incontro,
sono le stesse con cui condivido gusti e passioni.
Chi ha letto Maria Corti.
Chi conosce a memoria "Ha tutte le carte in regola".
Chi chiude gli occhi mentre recita La casa dei Doganieri.
Chi sa fare la saker.
Chi sa ricamare i fazzoletti.
Chi si fa l'armadio da solo.
Chi è stato in Messico.
Chi ha studiato a Francoforte.
Chi ha le foto sbiadite di kafka.
Chi si crede Kafka.
Chi sa ballare.
Chi pota i bonsai.
Chi ha la sensibilità per sentire.
Chi parla 3 lingue.
Chi ha diversi cognomi.
Chi conosce il significato effettivo di Paint it Black.
Chi non parla (ride) mai a sproposito.
Chi sa mantenere un segreto.
Chi apprezza le ballerine Porselli.
Chi compra solo complementi Kartell.
Chi decide di stare solo.
Chi fa le marmellate la domenica pomeriggio.